domenica 18 dicembre 2011

Il governo promette che entro gennaio varerà provvedimenti importanti di crescita, affidati soprattutto alle liberalizzazioni; in parte sono già stati varati nel decreto approvato dalla Camera l'altro ieri; quelli sulle farmacie, sulle aste delle frequenze televisive, sugli ordini professionali.
E sarebbero questi i provvedimenti che potranno risolvere i problemi di chi:
ha perso lavoro,
lo sta per perdere,
i disoccupati,
i giovani precari,
chi prenderà una misaria di pensione, d
i chi al 20 del mese non ha più un euro ecc ecc ?!

Da quella lista manca la proposta liberalizzazione dei taxi, come se la nazione fosse in crisi per colpa di un tassinaro di Fiumicino che non può fare concorrenza a un tassinaro romano al Leonardo da Vinci.

Sono solo manovre fumo negli occhi per il popolo bue, per distrarlo dai problemi reali.
Vi ricordate quando si accapigliavano in TV sui PACS o il testamento biologico così da evitare di parlare dei loro conflitti di interesse?!
Oppure quando ci facevano du' cosi così sulle delle ronde dei cittadini e il poliziotto di quartiere?! Bisognerebbe scrivere a ''Chi l'ha visto'' per sapere che fine hanno fatto.
Nel farttempo che ci imbonivano con questa frescaacce, tagliavano drammaticamente uomini, mezzi e dotazioni ai commissariati e si aumentavano le scorte.

Oppure tornando anni in dietro, il confronto finale tra Fini e Rutelli per il sindaco di Roma.
Una serata a dibattere sulla apertura dei drugstores a Roma,
come se fosse una questione di vita o di morte poter acquistare un litro di latte o uno sfilatino alle 3 del mattino di domenica.
Eletto Rutelli, ne aprirono solo uno a piazzale Clodio, andai a vederlo...sempre vuoto con 4 cacchiate imbustate in vendita..
Ha più avventori il porchettaro notturno abusivo su corso Francia!!

Geverno Monti, se lo conosci, eviti di abboccarci.

lunedì 5 dicembre 2011

Monti partorì il topolino

Da cittadino abituato a fare i conti della serva sapete cosa mi piace veramente tanto di questa ''eccezziunale veramente'' manovra economica dei ''Bocconiani''?! E' che mi lascia con l'arrogante presunzione che al loro posto avrei saputo far di meglio, è una grande soddisfazione, da godersi assieme al cetriolo imburrato che c'hanno rifilato.

mercoledì 30 novembre 2011

Lettera ad Aldo Grasso

Gentile Aldo Grasso, Lei ha scritto

‘'Gentile Russo Spena, fiduciosi, siamo sempre in attesa delle grandi riforme che il ‘68 ci aveva promesso.''

Spiacente sig. Grasso, ma Lei sta sbagliando interlocutore, quali siano queste riforme lo  deve chiedere a noi, a quei milioni di cittadini di ogni sesso e età che tra la fine degli anni ‘60 e i primi degli anni ‘80 hanno lottato per ottenere:

Coscienza ecologica, prima la natura era ritenuta una fonte inesauribile da cui attingere senza remore. Femminismo, diritti delle donne, fino alla fine degli anni 60, in alcune zone d'Italia si era a livello di paesi arabi.

Libertà sessuale, prima i rapporti al di fuori del matrimonio erano possibili solo per gli uomini e solo nei bordelli o con prostitute. Una donna per bene non si sarebbe mai concessa prima del fatidico Sì.

Diritti sindacali, statuto dei lavoratori. Prima il dipendente era poco più di un servo mal pagato, cosa che gli attuali politici tentano di riproporre.

Diritti civili quali. divorzio, prima non c'era, diritto di famiglia, riconoscimento dei figli nati fuori del matrimonio, (se un uomo uccideva la moglie per corna veniva condannato a 3 anni con la sospensione condizionale della pena) possibilità di convivere tra giovani al di fuori del matrimonio senza essere considerata la donna una sgualdrina e l'uomo un lenone.

Diritto agli omosessuali di essere persone normali e non dei malati. Diritto allo studio e riforma dell'ordinamento scolastico e dei programmi. Riforma del servizio militare.

Mi fermo qui, la lista è lunga e potrei annoiare..

Quanto elencato è oramai patrimonio comune, anche di chi si professa di tutt'altri ideali sociali ed ideologici.

Si rassegni, noi abbiamo vinto.

Saluti e non tenti più di riscrivere la storia, tali riscritture oltre che inutili mostrano tutti i limiti intellettuali di chi si presta a tali manipolazioni.


venerdì 25 novembre 2011

giovedì 24 novembre 2011

Italiani, un popolo di....

Avete in mente la scritta che campeggia sul  Palazzo Civiltà Italiana all’EUR?!
Un popolo di poeti di artisti di eroi  di santi di pensatori di scienziati di navigatori di trasmigratori
Beh, parafrasando Giuseppe Prezzolini io lo cambierei con: 
Un popolo di fessi che pensano di essere dei furbi       

Abbiamo cementificato il territorio, resi impermeabili i terreni, edificato dentro l’alveo dei torrenti, intubato e incolonnato fiumi.
Le alluvioni di Genova e Messina non sono calamità naturali, ma un suicidio preventivato, una roulette russa giocata con la natura.
C’è una palese incapacità di valutare i rischi, guardate questi filmati, gente che per curiosare mette a repentaglio la vita, che per fare un filmatino da inserire su Youtube ha rischiato che il filmato glielo facesse la TV in pompa magna in cattedrale ai suoi funerali.
Nei pressi di Messina

Genova lo scorso anno.


 

martedì 22 novembre 2011

ICI

Reintrodurre l'ICI sulla prima casa?! Solo dopo l'eliminazione di ogni privilegio ai politici, il taglio dei loro stipendi, la soppressione dei vitalizi, la soppressione delle province, comunità montane e accorpamento dei comuni sotto i 5000 abitanti, una bella patrimoniale, una ricca tassazione delle speculazioni finanziarie e via dicendo, solo allora potrà essere ammissibile un ritorno dell'ICI.

domenica 20 novembre 2011

L’insostenibile sostenibilità del consumo.


Sono di quanche settimana fa due notizie.
A breve saremo 7 miliardi di esseri umani
e mezza Roma è rimasta bloccata a causa di una notevole massa di acquirenti che dal giorno prima erano accampati per approfittare delle favolose offerte in occasione dell’
inaugurazione di un megastore di prodotti di elettronica ed affini.
Ho colto uno stretto nesso in queste due notizie, apparentemente così distanti.

Abitando nei pressi di questo tempio del consumo, mi sono avventurato, è il caso di dirlo, per osservare questo fenomeno di massa e analizzarne i molteplici aspetti.
C’è chi ha valutato il fenomeno e riportato la notizia come segno di ricchezza del popolo lamentoso e mai contento a riprova che la crisi è una invenzione giornalistica.

Chi giungeva a conclusioni diametralmente opposte, vedendo in esso chiaro segno della crisi che costringe i più bisognosi a grandi sacrifici pur di acquistare un prodotto.
Nessuno ha approfondito quello che fondamentalmente ha spinto la gran parte di questa massa a questo che è un vero e proprio rito religioso.

Anni fa la lettura di alcuni scritti della psicologa americana
Louise J.Kaplan
mi fecero comprendere che nel mondo si sta sviluppando una nuova forma di religione,
religione nell’eccezione del suo etimo originario dal latino
Re-ligare , ovvero legame che unisce gli uomini sotto le stessi leggi e nello stesso culto.

Questo nuovo legame di popolo, in una nazione composta da infinite etnie e con una spaventosa differenza di reddito tra le vari classi è il consumo e i suoi templi sono i megastore, i mall ,
in cui gli americani celebrano i loro riti di re-ligione da cui trarre una identità comune.

La fede in questa religione trova la sua spinta nell’esaltazione dei meccanismi ossessivi compulsivi insiti nella natura umana, che se in antico erano finalizzati all’innamoramento e quindi all’unione e infine alla trasmissione della specie, ora hanno assunto connotazioni di vere e proprie
parafilie di massa.

A conferma di quanto ipotizzo sul consumismo come identità di una massa priva di identità tradizionali,
riporto il caso di un conoscente benestante che ha fatto ore di fila per risparmiare qualche centinaio di euro per comprare una playstation per il figlio da mettere sotto l’albero per Natale, solo che a Natale uscirà come al solito una nuova versione,
la vecchia costerà meno di quanto l’ha pagata ora e il figlio rimarrà malissimo per aver ricevuto un prodotto ‘’vecchio di qualche mese’’.
Il papà non si è potuto sottrarre al richiamo dell'evento mistico e ha dovuto trovare una nobile giustificazione che lo motivasse al sacrificio.
Altra conferma, gli acquirenti erano in gran parte non italiani,
ho visto etnie di tutti i tipi, gente con facce afgane, danne velate che smanettavano con l’ultimo modello iPad,
addirittura due monache polacche, monache, una altezzosa famigliola francese, vecchietti con bastone e badante.
E ho notato la differenza tra come si abbigliano per passeggiare nei centri commerciali consueti, anche li sono in tiro, ma più da struscio, con donne in mini e tacchi.
Qui invece erano vestiti come la domenica quando si va a messa.

A celebrare un rito.

Mancavano solo i cinesi, evidentemente hanno canali di approvvigionamento privilegiati con madre patria, produttrice di tutto questo ‘’Ben di Dio, o di Allah’’ (a seconda della confessione dei padri di questi nuovi fedeli del consumo ossessivo-compulsivo).

E se per Marx le vecchie religioni erano ‘’L’oppio dei popoli’’, e per esse ci sono state guerre e stragi di popoli, questa nuova fede mostra aspetti molto più pericolosi e devastanti.

Guerre per approvvigionarsi delle materie prime per realizzare gli ‘’oggetti di culto’’, con stragi disumane, devastazioni, impoverimento e asservimento di nazioni altrimenti prospere.
Devastazione di ampie porzioni di foreste, inquinamento dell’aria e dell’acqua in tutto il suo ciclo.

Questa religione, mentre tutte le altre più antiche legate al ciclo delle stagioni e delle semine si basavano sul ciclo nascita, vita, morte e resurrezione, ha come suo credo Produci, Consuma, Crepa.
Se agli albori della civiltà industriale, e nella fase iniziale di quella dei consumi, un prodotto veniva sostituito solo alla fine del suo ciclo, ora i prodotti vengono sostituiti anche dopo pochi mesi, quando sono ancora in perfette efficienza .

Se prima ad una rottura, ad un guasto, aveva una sua convenienza ripararli, ora è molto più economico sostituirli.
Se prima un’auto durava anni, ora si cambia dopo due anni.

Per questo ora i danni ambientali sono enormi, soprattutto nelle nazioni più povere, dove risiedono le masse lavoro a poco prezzo, solo le nazioni con legislazioni e società più avanzata riescono a limitare i danni di questa follia.

A queste condizioni non credo che Gaia, potrà tollerare ancora per molto l’espansione illimitata della nostra specie.
Già molte popoli sono scomparsi e con loro le loro religioni, quando non lo so, ma prima o poi accadrà anche per i fedeli del consumo ossessivo- compulsivo.

sabato 19 novembre 2011

Basta cartelloni a Roma

Vi segnalo questo blog http://bastacartelloni.blogspot.com/

martedì 1 novembre 2011


A tutte le associazioni cittadine: firmate l'appello ai consiglieri comunali perchè votino sì alla Delibera

In attesa che la Delibera di Iniziativa Popolare possa essere finalmente discussa in aula Giulio Cesare (forse la prossima settimana se si esaurirà la questione taxi), il Comitato Promotore ha preparato una lettera-appello che verrà inviata a tutti i consiglieri comunali. Due pagine, con le quali chiediamo ai rappresentanti di maggioranza e opposizione un voto favorevole al testo sottoscritto da 10mila romani. Perchè la situazione dei cartelloni pubblicitari a Roma è ormai evidente a tutti e la Delibera è l'occasione per dare una svolta.

Ci rivolgiamo dunque a tutti i comitati, le associazioni, le reti civiche, i gruppi di cittadini organizzati, perchè aderiscano al nostro appello. Una lettera firmata da numerose organizzazioni avrà un peso maggiore e non potrà restare inascoltata dai consiglieri comunali. In queste ore abbiamo già raccolto molte adesioni (alcune delle quali troverete in fondo a questo post). Ne attendiamo molte altre ancora. Sarà sufficiente inviare un'email a bastacartelloni@gmail.com indicando il nome del vostro comitato.

Ecco il testo dell'appello.



Appello per l’approvazione della proposta di delibera d’iniziativa popolare per la modifica della deliberazione consiliare n. 37 del 30 marzo 2009 e degli atti connessi recante “Modifiche ed integrazioni alla deliberazione consiliare n. 100 del 12 aprile 2006 riguardante il Regolamento comunale recante le norme in materia di esposizione della pubblicità e di pubbliche affissioni.”

Onorevoli Consiglieri,
la situazione determinatasi, soprattutto negli ultimi anni, con il dilagare della cartellonistica pubblicitaria a Roma è evidente a tutti. Sono stati collocati in ogni quartiere cartelli e cartelloni, addirittura in aree protette di interesse mondiale come il parco di Veio o quello dell’Appia Antica. Si sono riempite le strade di impianti che non rispettano le più elementari norme di sicurezza e che così mettono quotidianamente in pericolo l'incolumità di tutti. Si è creata una situazione che non ha eguali in Italia e nel mondo. Roma ha perso dignità e decoro.
I provvedimenti legislativi approvati negli anni da Amministrazioni Comunali di diverso colore e le procedure burocratiche seguite hanno contribuito a infliggere un danno terribile al decoro e all'immagine della città.
La situazione già grave è precipitata dopo l’approvazione a marzo del 2009 della delibera n. 37. La liberalizzazione del mercato con l’entrata nel mercato di nuove aziende, l’adozione della prassi dell’autodenuncia, che in cambio del pagamento di un canone ha in pratica consentito l’installazione di migliaia di cartelloni in tutta la città, la presenza di deroghe alle norme del Codice della Strada e dei tanti vincoli presenti, paesaggistici, archeologici e storico ambientali, che vietano tassativamente l'installazione di mezzi pubblicitari, hanno moltiplicato in maniera disordinata impianti di ogni genere.
Dall’entrata in vigore della delibera n. 37 secondo l’indagine svolta a titolo d’esempio dall’Agenzia per i controllo e la qualità dei servizi pubblici del Comune di Roma in un’area circoscritta della città, il 4° municipio, gli impianti sono aumentati di più del 25%.
A questa situazione i cittadini, sia come singoli che come associazioni, hanno deciso di reagire in modo costruttivo. Si è così costituito un comitato promotore che ha elaborato una proposta di delibera d'iniziativa popolare sulla quale sono state raccolte oltre diecimila firme di cittadini delle più varie appartenenze politiche.
Attraverso questa proposta di delibera si chiede:
- di verificare tutti gli impianti a vario titolo installati fino ad oggi, esigendo la più sollecita rimozione tanto di tutti quelli vietati dal Codice della Strada quanto di tutti quelli ricadenti in aree vincolate con divieto di affissione;
- di frenare immediatamente l’utilizzo speculativo delle procedure fin qui sfruttato dalle ditte, contestualizzando d’ora in poi per tutti i tipi di cartelloni pubblicitari già installati abusivamente che si riesce a “censire” il provvedimento di immediata rimozione;
- di obbligare comunque l’Amministrazione Comunale a sequestrare e oscurare immediatamente gli impianti abusivi in attesa della rimozione;
- di approntare idonei elementi di riconoscibilità delle targhette autorizzate, comprensibili a tutti, come d’altronde già previsto dal comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento Comunale, che contengano oltre all’indicazione della tipologia dell’impianto, la data di rilascio e di scadenza del codice di autorizzazione, in conformità a quanto espressamente disposto riguardo alle “targhette di identificazione” dal 1° comma dell’art. 55 del Regolamento di Attuazione del Codice della Strada, emanato con D.P.R. n. 495 del 16 dicembre 1992;
- di perseguire e interdire dal prosieguo della propria attività nell’ambito del Comune di Roma quelle ditte che risultino ree più volte di installazione abusiva di impianti;
- di provvedere alla redazione in tempi brevi di un “Piano regolatore degli impianti e dei mezzi pubblicitari” che stabilisca soprattutto il tetto massimo dell’esposizione pubblicitaria della nostra capitale e che ovviamente non contenga alcun tipo di sanatoria in contrasto con le norme del Codice della Strada e del Codice dei Beni Culturali.

Un vostro voto positivo a questa delibera d’iniziativa popolare è il primo necessario passo per poter restituire l’orgoglio della propria città ai cittadini romani.

Con il voto sulla delibera ognuno dei consiglieri può dimostrare la sua reale intenzione di affrontare il problema. Ed i cittadini sapranno ben giudicare il pronunciamento di ogni singolo componente l’Aula Giulio Cesare sulla delibera da loro proposta.

Comitato Promotore della proposta di delibera d’iniziativa popolare

Aderiscono all’appello i seguenti comitati e associazioni:

Associazione Cittadini di Piazza di Spagna
Associazione Ottavo Colle
Associazione Roma EUR Laurentino
Associazione Colle della Strega
Circolo Legambiente "Sherwood" di Roma
Cittadinanzattiva
Comitato Cartellopoli
Comitato di quartiere Tor Carbone-Fotografia
Comitato Mangiare l'idea - Rebibbia
Comitato Parco Archeologico di Centocelle - Sez "Pratone di Torrespaccata"
Comitato per la Bellezza
Comitato Salute e Ambiente Eur
Comunità Territoriale del 10° Municipio
Coordinamento dei Comitati No PUP
Coordinamento Residenti Città Storica
FAI Regionale del Lazio
Italia Nostra - Sezione di Roma
Legambiente Lazio
Rete Romana Mutuo Soccorso

lunedì 14 novembre 2011

Il mio primo giorno di blog

Tema, il mio primo giorno di Blog
Svolgimento.

Rega' c'ho la lavora' 'stasera lo inizio!!