Gentile Aldo Grasso, Lei ha scritto
‘'Gentile Russo Spena, fiduciosi, siamo sempre in attesa delle grandi riforme che il ‘68 ci aveva promesso.''
Spiacente sig. Grasso, ma Lei sta sbagliando interlocutore, quali siano queste riforme lo deve chiedere a noi, a quei milioni di cittadini di ogni sesso e età che tra la fine degli anni ‘60 e i primi degli anni ‘80 hanno lottato per ottenere:
Coscienza ecologica, prima la natura era ritenuta una fonte inesauribile da cui attingere senza remore. Femminismo, diritti delle donne, fino alla fine degli anni 60, in alcune zone d'Italia si era a livello di paesi arabi.
Libertà sessuale, prima i rapporti al di fuori del matrimonio erano possibili solo per gli uomini e solo nei bordelli o con prostitute. Una donna per bene non si sarebbe mai concessa prima del fatidico Sì.
Diritti sindacali, statuto dei lavoratori. Prima il dipendente era poco più di un servo mal pagato, cosa che gli attuali politici tentano di riproporre.
Diritti civili quali. divorzio, prima non c'era, diritto di famiglia, riconoscimento dei figli nati fuori del matrimonio, (se un uomo uccideva la moglie per corna veniva condannato a 3 anni con la sospensione condizionale della pena) possibilità di convivere tra giovani al di fuori del matrimonio senza essere considerata la donna una sgualdrina e l'uomo un lenone.
Diritto agli omosessuali di essere persone normali e non dei malati. Diritto allo studio e riforma dell'ordinamento scolastico e dei programmi. Riforma del servizio militare.
Mi fermo qui, la lista è lunga e potrei annoiare..
Quanto elencato è oramai patrimonio comune, anche di chi si professa di tutt'altri ideali sociali ed ideologici.
Si rassegni, noi abbiamo vinto.
Saluti e non tenti più di riscrivere la storia, tali riscritture oltre che inutili mostrano tutti i limiti intellettuali di chi si presta a tali manipolazioni.
