Zinco - Primo Levi
"Sulle dispense stava scritto un dettaglio che alla prima
lettura mi era sfuggito, e cioè che il così tenero delicato zinco, così
arrendevole davanti agli acidi, che se ne fanno un solo boccone, si comporta
invece in modo assai diverso quando è molto puro: allora resiste ostinatamente
all'attacco. Se ne potevano trarre due conseguenze filosofiche fra loro
contrastanti: l'elogio della purezza, che protegge dal male come un usbergo;
l'elogio dell'impurezza, che dà adito ai mutamenti, cioè alla vita. Scartai la
prima, disgustosamente moralistica, e mi attardai a considerare la seconda, che
mi era più congeniale. Perchè la ruota giri, perchè la vita viva, ci vogliono le
impurezze, e le impurezze delle impurezze: anche nel terreno, come è noto, se ha
da essere fertile. Ci vuole il dissenso, il diverso, il grano di sale e di
senape: il fascismo non li vuole, li vieta, e per questo tu non sei fascista;
vuole tutti uguali e tu non sei uguale. Ma neppure la virtù immacolata esiste, o
se esiste è detestabile."

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