Sono stato uno dei primi a risentire della crisi economica,
sono un artista e già nel 2008 ho iniziato ad avere un calo costante delle
commissioni dei dipinti.
Erano mesi che uno dei peggiori ministri del’economia che
mai l’Italia abbia avuto, ‘’Tremorti’’, rilasciava spot televisivi in cui asseriva che
‘’la cultura non si mangia’’…
Celando ipocritamente che, in Italia l’indotto legato alla
cultura è uno delle maggiori spinte date al volano economico nazionale, con il turismo e altri settori collegati.
E così per contrastare tale andazzo ho dovuto tagliare i
ricavi, ad ora inferiori del 60%.
Ma ciò no è servito a contrastare il calo delle commissioni,
anzi, ha svilito l’offerta, rendendo i miei dipinti meno apprezzati. Molti non
sanno distinguere il valore intrinseco di un dipinto ma sanno solo associarlo allo
status symbol correlato al valore economico.
Passato un periodo in
cui stavo avvicinando pericolosamente alla rassegnazione o peggio alla depressione,
anche io ho sfiorato l’idea che dare un addio alla vita poteva essere una via
di uscita, solo sfiorato, una ipotesi tra le tante...ma per fortuna la mia
tempra da romano verace,
da ''rugantino'' mi
ha dato la giusta energia combattiva per reagire.
E ora, prossimo ai sessanta mi sento combattivo e motivato
come quando ai tempi del liceo mi davo da fare per la riforma del sistema
scolastico e anche alla diffusione delle tematiche ecologiche.
Mi sento consapevole di partecipare ad un movimento che darà
una significativa svolta epocale alla società italiana. Anche se, piccola nota negativa, anche qui nel MoVimento, purtroppo c’è chi, per fortuna si contano sulle dite di una mano e ne avanza qualche dito, vuole vedere nel mio attivismo una frenetica scalata alla visibilità e non comprendono che è solo spinta da una forte e determinata motivazione...
Il fatto è, dato che la scalata alla vetta è il loro sport
preferito, ritengono che anche gli altri siano spinti dalle loro medesime
motivazioni.
Come definirli?! Miopi o cosa?!
In rete ho trovato questo significativo filmato, il gatto
nero dinanzi ai punzecchiamenti dei corvi assume un atteggiamento di minaccia,
il gatto nero, incapace di comprenderne la valenza, ritiene che tale
atteggiamento sia una sfida a lui rivolta.
Così, invece di venire in soccorso del compagno lo
attacca… Con gioia della avversarie cornacchie
che sghignazzando possono divertirsi a continuare a beccare.
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